Lo zaino

Abbiamo deciso di dedicare una pagina del sito alla preparazione dello zaino del camminatore, dato che sarà come una piccola casa semovente in cui mettere le cose fondamentali.

Nel preparare questi suggerimenti ci siamo serviti delle indicazioni della “pellegrina anonima” che ci ha aiutato a compilare il più generale vademecum del camminatore e della sapienza di Alberto Conte (ItinerAria).

Il presente post è necessariamente lungo, ma vi consigliamo di ritagliarvi dieci minuti e leggerlo tutto con attenzione.

1. Due avvertenze fondamentali su furgoni, fardelli e sacchi a pelo

Importantissimo: l’eventuale disponibilità di un furgone o di un’automobile non significa in alcun modo che ci si può caricare come muli o preparare un bagaglio degno di un giro del mondo in crociera. Il mezzo di trasporto servirebbe sì, eventualmente, a portare parte dei pesi ove ciò si rendesse possibile o necessario, ma non è da intendersi come un portabagagli. Tanto più che ci aspetterebbe comunque alla fine della giornata a ogni tappa d’arrivo e non ci seguirebbe certo lungo sentieri e sterrate.
Perciò è imperativo mettere nello zaino tutto e solo l’indispensabile per essere autosufficienti durante il cammino.
In questo senso, tenete a mente questa doppia regola aurea:

  • usate uno zaino (leggero e di buona qualità) di capienza intorno ai 35-45 litri;
  • il peso finale dello zaino, una volta preparato, non deve superare i 10 kg (anche se l’ideale sarebbe che non superasse il 10% del peso corporeo di chi lo porta).

Altra cosa fondamentale: chi farà più tappe e quindi pernotterà nei vari luoghi d’accoglienza deve prevedere di munirsi di sacco a pelo e materassino, verificando prima della partenza se e dove sono richiesti: si raccomandano modelli leggeri e poco ingombranti, peraltro facilmente reperibili in qualsiasi negozio di articoli sportivi.

2. Scegliere lo zaino e prepararlo

[L’autore di questo articolo è Alberto Conte. L’originale integrale può essere consultato sul sito di Movimento lento.]

«Cosa portare nello zaino? Un problema che affrontiamo ogni volta che prepariamo un’escursione, ma che nel caso di un lungo viaggio a piedi assume un’importanza fondamentale, e può fare la differenza tra una splendida esperienza e un inferno.

Chi affronta per la prima volta un lungo viaggio a piedi tende a caricare un peso eccessivo sulle spalle, senza rendersi conto che uno zaino pesante aumenta notevolmente la fatica, e soprattutto le sollecitazioni sulla schiena, sulle articolazioni e sui piedi. Di solito si rende conto del problema dopo qualche giorno di cammino, a volte quando è troppo tardi per evitare i problemi tipici del peso eccessivo: mal di schiena, infiammazioni alle articolazioni, vesciche ai piedi.

Una scena classica alla quale si assiste nelle prime tappe del Cammino di Santiago è la spedizione a casa degli oggetti inutili, o la donazione ad altri pellegrini che potrebbero averne bisogno. A tale scopo esiste in ogni ostello un apposito spazio in cui i pellegrini affaticati lasciano scarpe, bastoni, maglioni, libri e altri oggetti pesanti.

Bisogna quindi dedicare una cura maniacale al contenimento del peso dello zaino, con l’obiettivo di stare ben sotto i 10 kg. La soluzione ideale prevede che lo zaino non superi il 10% del peso corporeo del pellegrino; sembra incredibile, ma è tecnicamente possibile.

Ridurre il peso al minimo indispensabile

L’obiettivo può essere raggiunto se:

  • si sceglie uno zaino di ottima qualità, leggero, con un volume di 35-45 litri;
  • si evita l’uso del cotone e delle fibre naturali, e si utilizza abbigliamento tecnico sintetico (anche a prezzi contenuti ormai si trovano capi leggerissimi);
  • si sceglie un sacco a pelo leggerissimo e di dimensioni molto compatte;
  • si usa un asciugamano da trekking in microfibra;
  • si porta con sé solo lo stretto necessario.

Bisogna valutare la soluzione più leggera per ogni singolo oggetto che si vuole portare con se, dallo spazzolino da denti alla guida sul percorso; a tale scopo è bene pesare ogni singolo oggetto con una piccola bilancia digitale da cucina, ad esempio per confrontare due paia di pantaloni e scegliere il più leggero, o due magliette intime, tenendo presente che la somma di piccole differenze farà una grande differenza.

Una grande attenzione va dedicata ad accessori come la macchina fotografia o il telefono cellulare, che richiedono l’uso di caricabatterie. Molti telefoni cellulari consentono di scattare buone fotografie, per cui bisogna valutare l’opportunità di portare con se un solo oggetto multifunzione.

Inoltre esistono in commercio dei caricabatterie superleggeri per telefoni cellulari, che possono consentirvi un grande risparmio di peso.

Shampoo, bagnoschiuma, detersivi, cosmetici devono essere ridotti al minimo: un piccolo pezzo di sapone di marsiglia può servire per lavare se stessi e i panni, e lo shampoo deve essere travasato in un piccolo contenitore. Quel che avanza verrà utilizzato dai pellegrini che arriveranno dopo di noi.

Tutto ciò può sembrare un sacrificio, ma uno degli aspetti più interessanti del cammino è la consapevolezza di poter vivere e viaggiare con le poche cose che si trasportano sulle spalle. Una sensazione di libertà senza pari nell’epoca del consumismo sfrenato.

Indossare lo zaino

Una volta alleggerito lo zaino, bisogna indossarlo correttamente.
Uno zaino non deve scaricare troppo peso sulle spalle, ma soprattutto sul bacino. Per questo motivo la “cintura” deve essere stretta il più possibile, poco sopra le anche. Gli spallacci devono servire soprattutto per tenere lo zaino attaccato alla schiena ed evitare che si muova: ogni movimento inutile dello zaino consuma energia, e va quindi evitato. A tale scopo è importante collegare i due spallacci con la fettuccia elastica anteriore.

Gli zaini più sofisticati sono provvisti di regolazioni per adattarsi all’altezza della persona, e per avvicinare la parte superiore del sacco alla schiena, entrambe utilissime.

È inoltre importante riempire correttamente lo zaino, in modo da abbassare il più possibile il baricentro: gli oggetti più pesanti devono quindi stare più in basso.

Lo zaino deve essere perfettamente simmetrico: gli spallacci devono essere regolati allo stesso modo, e soprattutto bisogna evitare l’errore tipico di caricare una borraccia con l’acqua in una delle tasche laterali. Chi scrive lo ha provato nell’ultimo viaggio verso Santiago, con il risultato di spostare una scapola durante la prima tappa, e soffrire di un forte dolore per il resto del cammino.

La soluzione migliore per l’acqua è l’utilizzo di una sacca con cannuccia da inserire all’interno dello zaino, in un’apposita tasca. La sacca con cannuccia consente di bere con facilità anche mentre si cammina, migliorando l’idratazione e diminuendo i rischi di tendiniti e colpi di calore.

Bisogna evitare di appendere carichi esterni che si muovano, come sacchetti di plastica, borracce ecc., sempre per evitare di dissipare energia inutilmente.

Cosa portare con sé

Riguardo al contenuto, rinvio a una lista messa a punto dal grande camminatore Riccardo Carnovalini per un suo viaggio; a tale lista è opportuno aggiungere un sacco a pelo leggero al posto del sacco lenzuolo, e un materassino superleggero per i casi in cui non si dovesse trovare un letto.

Bisogna essere pronti all’eventualità di incontrare il maltempo lungo il percorso, quindi proteggere lo zaino con l’apposita copertura impermeabile e inserire tutto il contenuto in sacchetti di plastica, nell’eventualità in cui le piogge siano intense e continuative. Oltre all’apertura superiore, è utilissima un’apertura a metà zaino, che consenta la divisione del sacco in due scomparti.»

3. Cosa portare con sé nello zaino durante il cammino

Sacco a pelo e materassino (importantissimi!)

- Mutande (ça va sans dire…)

- Magliette in microfibra (leggere; bianche sono più fresche): si comprano nei negozi di articoli sportivi, costano poco e si asciugano in fretta. Tenere presente che la maglietta andrebbe lavata ogni giorno; 3 o 4 a rotazione dovrebbero bastare per circa 1 mese.

- Pantaloni corti o bermuda in cotone o microfibra con tasconi

- Pantaloni lunghi in cotone o microfibra con tasconi (per il freddo che sicuramente non mancherà)

- Felpa in pile

- Gilet in pile (è molto confortevole quando fa freschino)

- Giacca a vento leggera (meglio se in gore-tex – ahinoi un po’ costosa – con cuciture termosaldate)

- Poncho impermeabile, con un bel cappuccio ampio e la “gobba” per lo zaino

- Cappellino

- Occhiali da sole

- Un piccolo kit di pronto soccorso (Betadine, cerotti vari, bende)

- Borraccia o sacca per acqua capiente, almeno 1 litro. Bere molto anzi moltissimo è fondamentale per idratarsi e prevenire tendiniti e vesciche

- Generi di conforto per il giorno, non è detto che troverete sempre bar trattorie ecc.: panini, frutta (le banane sono ottime), frutta secca

- Gavetta e posate da viaggio (quelle compatte)

- Integratori di potassio tipo Polase e simili

- Crema solare

- fazzoletti di carta e/o carta igienica

- Documentazione (guida, mappe ecc.)

- Macchina fotografica (ma v. sopra l’articolo di Alberto Conte)

- Giubbino catarifrangente (utile soprattutto se ci si trova a dover percorrere qualche tratto di carrozzabile dopo il tramonto)

- Calze di ricambio da usare per tenere asciutto il piede e un paio di sandali da trekking.

- Asciugamano in microfibra (leggero e poco ingombrante: reperibile sempre nei negozi di articoli sportivi). In più è utile tenere a portata di mano un bel panno tipo Vileda o simili, che sono molto assorbenti e leggeri

- Torcia (ottime quelle senza batterie con ricarica manuale a manovella)

- Coltellino

- Tagliaunghie

- Quadernetto e penna

- Spille da balia un po’ grosse (servono per fermare la roba quando la si stende per asciugare)

- Pazienza

- Spirito di sacrificio

- Gentilezza

- Voglia di un Paese migliore

La lista sembra lunghissima ma è solo un’impressione, come vedrete non appena comincerete a preparare lo zaino.

 

Qui (in PDF) c’è la lista approntata da Riccardo Carnovalini e menzionata da Conte nel suo articolo: si tratta in realtà di due liste parallele, pensate una per i camminatori di giornata e una per quelli di lungo corso.

5 risposte a Lo zaino

  1. edoardo ha detto:

    ottimo articolo ! giuste anche le ultime 4 qualità da portare durante il cammino !

  2. ivano ha detto:

    Veramente utile …bello e semplice …grazie

  3. enzo ha detto:

    Bene, sto per partire. Appena finisco di scrivere schizzo a togliere almeno 5 cose dallo zaino. Grazie mille

  4. aitanblog ha detto:

    Quella della “valigia (leggera) perfetta” è sempre stata una mia ossessione. La mia prima regola è non superare il limite dei sette chili per sette giorni, che diventano massimo 10 chili per trenta giorni o oltre.

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